La “buia depressione” che portò la scrittrice a lasciarsi annegare nel fiume Ouse e i giorni passati nella ricerca del corpo, nell'”orribile procedura” del suo riconoscimento, fino alla cremazione nel racconto di Leonard Woolf

Doveva essere suppergiù la metà di gennaio quando cominciai a preoccuparmi per lei…

e consultai Octavia Wilberforce. Octavia era una donna straordinaria. […] La sua famiglia era strettamente legata a quella di Virginia […] Venerdì 21 marzo Octavia venne a prendere il tè da noi e le dissi che temevo che Virginia fosse in serio pericolo. Lunedì 24 marzo stava leggermente meglio, ma due giorni dopo capii che la situazione era molto grave. Virginia era sprofondata in una buia depressione; i pensieri che turbinavano nella mente senza che potesse controllarli ed era terrorizzata dalla follia. Sapevamo che in qualsiasi momento poteva tentare di uccidersi. L’unica sua possibilità era di arrendersi, di riconoscersi malata, il che non voleva. Octavia veniva a trovarci circa una volta la settimana, portando latte e panna. Per quanto ne sapeva Virginia, si trattava di semplici visite amichevoli, ma avevo spiegato a Octavia la gravità delle sue condizioni e dal nostro punto di vista le sue visite erano anche professionali. Mercoledì 26 marzo mi convinsi che le condizioni mentali di Virginia erano più gravi di quanto non lo fossero mai state […] Venerdì 28 marzo, ero in giardino e pensavo che Virginia fosse in casa. Ma quando all’una entrai per pranzare, lei non c’era. […] Quando non riuscii a trovarla da nessuna parte né in casa né in giardino seppi con certezza che era scesa al fiume. Corsi all’Ouse attraverso i campi e trovai quasi subito il suo bastone da passeggio per terra, sull’argine. Per un po’ continuai a cercarla, poi tornai a casa e informai la polizia. Tre settimane dopo la ritrovarono; alcuni ragazzi videro galleggiare il suo corpo nel fiume. Il 18 e 19 aprile ebbe luogo l’orribile procedura dell’identificazione e dell’inchiesta nell’obitorio di Newhaven. Virginia fu cremata a Brighton lunedì 21 aprile. Ci andai da solo. Una volta avevo detto che la musica più adatta a una cremazione era la cavatina del Quartetto in si maggiore, opera 130, di Beethoven. C’è un momento in cui per qualche battuta la musica, di incredibile bellezza, sembra esitare con un lieve movimento palpitante in avanti; se questo passaggio viene suonato mentre le porte del crematorio si aprono e la bara vi scivola dentro lentamente, può sembrare che stia gentilmente sospingendo il defunto nell’eternità dell’oblio. Virginia era d’accordo con me. […] Seppellii le ceneri di Virginia ai piedi dell’olmo che si innalza al margine del grande prato nel giardino, chiamato il Croft, che domina i campi e la marcite”.


28 marzo: muore Virginia Woolf

In occasione della ricorrenza della morte di Virginia Stephen Woolf,  avvenuta il 28 marzo 1941, una lettura curata da Noemi Veneziani per il Virginia Woolf Project.  La bibliofila, che firma la rubrica W Virginia, ha scelto e letto per ViWoP alcuni brani tratti da La mia vita con Virginia, biografia scritta da Leonard Woolf, marito di Virginia Stephen, e pubblicata in Italia, con traduzione di Ilde Carmignani, per le edizioni Lindau nel 2019. Leonard Woolf racconta il progressivo stato di depressione che aveva colto Virginia dal mese di gennaio e che l’ha portata alla morte per suicidio il 28 marzo.
Octavia Wilbeforce, citata da Leonard Woolf, era amica di famiglia e dottoressa.

Virginia Stephen Woolf, com’è ricordato anche dal marito, soffriva di disturbi nervosi e il 28 marzo si allontanò da casa per lasciarsi poi affogare nel fiume. Il bastone da passeggio di Virginia che Leonard Woolf trovò sulla riva dell’Ouse oggi fa parte della collezione su Virginia Woolf della New York Public Library, una delle più complete al mondo: tra i materiali più rari lettere, libri, diari e il bastone con cui la celebre scrittrice ha raggiunto il fiume prima di togliersi la vita.

Il bastone di Virginia Woolf presso la New York Public Library

La locandina del film The HoursIl tema del suicidio è trattato anche nel film The hours di Michael Cunningham, con Nicole Kidman nel ruolo di Virginia Woolf che le valse l’Oscar, Julianne Moore in quello di un casalinga degli anni ’50 che legge il romanzo di Woolf La signora Dalloway e decide di lasciare marito e figlio per ritrovare un sé più autentico, e Meryl Streep nei panni di una moderna Mrs Dalloway che compra i fiori per dare una festa, come il personaggio woolfiano.


Come sassi nel fiume – Virginia Woolf  
Il racconto della malattia di Virginia e del suo suicidio da Gettoni di Letteratura – Raiplay Radio


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