La bibliofila Noemi Veneziani racconta gli aneddoti riguardanti la pubblicazione delle opere di Virginia Woolf presso la Hogarth Press e poi in Italia

«Virginia Woolf è un’autrice che, fortunatamente, oggi non ha bisogno di molte presentazioni ma che in passato è stata spesso fraintesa come scrittrice, complice il fatto di avere alle spalle una biografia piuttosto intricata in cui concorrono, tra le altre cose, episodi di pazzia coronati dal tragico suicidio nelle acque del fiume Ouse il 28 marzo 1941. Madre di uno stile narrativo del tutto nuovo per l’epoca e che rispecchia perfettamente lo spirito modernista di cui è intrisa, Woolf realizza e pubblica i propri saggi e i propri romanzi con il marchio della casa editrice Hogarth Press, fondata assieme al marito Leonard il 23 marzo 1917, e affida all’estro della sorella Vanessa Bell, celebre pittrice, il compito di realizzare le splendide decorazioni che impreziosiscono sia l’esterno che l’interno dei volumi. Ciò detto, l’idea di tenere una relazione in merito alle prime edizioni inglesi comparate a quelle italiane, mi è venuta quando, riordinando la mia libreria, sono rimasta incantata dalla bellezza delle stesse in mio possesso. Così mi sono immaginata una breve presentazione che potesse raccogliere alcune immagini accompagnate dall’indicazione dell’anno di pubblicazione e, nel caso delle edizioni italiane, del nome del traduttore o della traduttrice che ha coraggiosamente dato voce ai romanzi di Virginia. Ad accompagnare le diverse slide, la mia voce che spero abbia permesso a coloro che hanno avuto la pazienza di ascoltarmi di godere della vista di queste splendide opere che ho cercato di raccontare mantenendo una successione da un lato cronologica, almeno per quanto riguarda le edizioni in lingua originale – si prende il via dal breve racconto di “Kew Gardens”, quando Virginia inizia timidamente a ‘giocare’ con il linguaggio e mostra i primi cenni di un nuovo modo di raccontare, fino ad arrivare alla sua espressione più alta in “Le Onde” –, dall’altro filologica nel tentativo di tracciare il percorso compiuto da Woolf dal suo primo inatteso successo nel 1919 fino all’apice massimo toccato nel 1931.»
di Noemi Veneziani


L’Aldus Club ama mettere in luce la bibliofilia della nuove generazioni, come anche dimostrare che, a dispetto di ciò che si è pensato in passato, esiste un gran numero di donne bibliofile. E quindi siamo stati felici di ospitare la bravissima Noemi Veneziani, giovane studiosa di storia del libro e collezionista, che ci ha parlato dei retroscena dietro alla pubblicazione delle opere della grande scrittrice inglese.

Virginia Woolf (1882-1941) è un’autrice che, fortunatamente, oggi non ha bisogno di molte presentazioni, ma che in passato è stata spesso fraintesa. Madre di uno stile narrativo del tutto nuovo per l’epoca e che rispecchia perfettamente lo spirito modernista di cui ella è intrisa, Woolf realizza e pubblica i propri saggi e i propri romanzi con il marchio della casa editrice Hogarth Press fondata assieme al marito Leonard, e affidando all’estro della sorella Vanessa Bell, celebre pittrice, la realizzazione delle copertine considerate dai collezionisti delle vere e proprie opere d’arte.

D’importanza non marginale sono alcuni aneddoti e testimonianze riportate non solo da Leonard e Virginia nello specifico, ma anche e soprattutto da chi viveva intorno a loro – di particolare interesse sono le parole degli assistenti di Leonard nell’officina della Hogarth e degli scrittori che, dando prova di estremo coraggio, sottoposero a Virginia la lettura dei propri scritti.

Mentre in Inghilterra la scrittrice diventava una figura sempre più rilevante nel panorama intellettuale a lei contemporaneo, in Italia arriva solo negli anni Trenta grazie alla casa editrice Arnoldo Mondadori, che pubblica, nella collana Medusa, due dei romanzi che tutt’oggi rientrano probabilmente tra i più apprezzati e conosciuti di Woolf: Orlando e Flush. Biografia di un cane. Con l’inasprirsi della Seconda Guerra Mondiale, Mondadori è costretto a sospendere ogni altra pubblicazione già inserita nel programma editoriale per riprendere solo nel 1946 con la pubblicazione di Mrs Dalloway nella nuova e prestigiosa collana Il Ponte. A questo punto, “il caso Woolf” inizia a farsi sempre più complicato a causa delle numerose resistenze da parte di Leonard e della Hogarth nei confronti di un editore che sembra voler compiere grandi cose ma che, in realtà, fatica a rispettare le promesse, lasciando così spazio alla concorrenza che, a poco a poco, sembra accorgersi dell’importanza e della forza della penna woolfiana.

Durante l’incontro, Noemi ha parlato del lavoro svolto dalla Hogarth Press in relazione alle opere di Woolf, selezionandone alcune tra le più interessanti e meno conosciute per metterle successivamente a confronto con la rispettiva prima edizione italiana soffermandosi, in brevi excursus, su quelli che sono gli aneddoti che hanno caratterizzato la vicenda di alcune di queste. Il suo obiettivo era trattare la materia woolfiana filtrata dalla lente del collezionista, e lo ha fatto davvero bene!


Noemi Veneziani (1991), bibliofila, blogger e articolista, dopo aver conseguito la laurea in Filosofia nel 2015, ha continuato a dedicare alla propria passione per i libri i ritagli di tempo che riusciva a ricavarsi tra casa e lavoro.
Da settembre 2019 ha deciso d’impegnarsi totalmente alla realizzazione del proprio interesse per l’editoria.
Al momento, oltre che a curare il suo blog personale (bibliomemi.com) è articolista per il blog di Maremagnum.com.
Nel gennaio 2020, in occasione dell’ultima edizione del Salone della Cultura di Milano, è stata relatrice alla conferenza Donne bibliofile: una passione in crescita – accanto a Chiara Nicolini (Capo Dipartimento Libri della Pandolfi Casa d’Aste), Laura Bartoli (esperta e traduttrice di Charles Dickens) e Cristina Balbiano d’Aramengo (restauratrice e legatrice di libri).

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