Orecchini persi nel letto e capriole notturne, delfini e ostriche nella lettera del 4 luglio 1927 piena di passione e gelosia di Virginia Woolf all’amante Vita per il ciclo ‘Leggi sempre a mezzanotte’

4 LUGLIO 1927: è vera passione amorosa quella vissuta da Virginia Woolf e Vita Sackville-West.
Vita, piena di desiderio dopo un loro recente incontro, scrive a Virginia la notte del 4 luglio e parla di “strappi di felicità”, “così faticosi”, ammette che le piace far ingelosire l’amante, anche se la rimprovera di voler sempre tenere un po’ di sé stessa nascosta “nella manica”, quasi un asso da tirare fuori al momento giusto. E le dà appuntamento per martedì.

Con questa seconda lettera (qui la prima), interpretata per il Virginia Woolf Project dall’attrice Federica Leuci, si entra sempre più nellì’intimità di Virginia Woolf che, a più di quarant’anni scopre la passione amorosa per una donna, Vita Sackville-West, la stessa che le ispirerà poi la figura di ‘Orlando’.

Le lettere fanno parte di  ‘Scrivi sempre a mezzanotte, Lettere d’amore e desiderio’ (Donzelli editore, 2019), raccolta del carteggio (136 lettere che Virginia e Vita si scambiarono tra il 1922 e il 1941) tra le due scrittrici curata da Elena Munafò.
Le lettere di Virginia sono tradotte da Nadia Fusini, che firma anche il saggio introduttivo del volume.


Virginia a Vita lunedì [4 luglio 1927] [52 Tavistock Square, W.C. 1]

“Sì, sei un animale agile – nessun dubbio, ma non sono affatto sicura che le tue capriole a Ebury Street, alle 4 di mattina, ad esempio, siano sempre spassose. Bestia brutta e cattiva e malvagia! Pensare di divertirti con le ostriche – con quelle letargiche zuccherose labbra di ostriche, ostriche oscene, lascive, ostriche fredde, immobili – solo a pensarci! La tua ostrica al telefono era tutta in lacrime… Ecco la fede che c’è nelle ostriche. Ma che cosa ho trovato tornando? Un messaggio di Dadie, sarà qui tra un minuto, e io sono sola, e Leonard è fuori in macchina, e passeremo 2 o 3 ore insieme tête à tête – io e Dadie. Ah ah! Brutta bestia cattiva. E poi c’erano i funghi: il granchio: il letto: il ciocco nel camino. Sarà tutto messo a tuo credito. Io sono una donna giusta, equanime. Tu sii un bravo delfino, salta, altrimenti troverai le soffici fessure di Virginia foderate di uncini. Ammetterai che sono misteriosa – ancora non mi hai scandagliato a fondo – chissà… Ma ecco Dadie. Tesoro mio, ti ricorderai di portare il mio impermeabile (rosa confetto) e i miei guanti (scarlatti)? mi sono caduti nella hall, credo. Terrò martedì libero, miracolosamente libero qualsiasi intenzione tu abbia. Tray e io abbiamo bellamente inneggiato e solfeggiato e cantato le lodi di Vita e di Harold. Il Weald del Kent era soltanto lo sfondo del vostro splendore… Ecco qualcosa di veramente interessante. Ho una sola riserva – riguarda i letti di Ebury Street: ho perso gli orecchini.”
La tua Virginia 
“Quel terreo, pallido, squallido Shanks, con la mente di un muffin, tuo compare al premio Hawthornden, mi definisce una «puttana disonesta» – così, vedi, tu hai Edith, io ho Shanks.”

Federica Leuci è nata a Chivasso l’1 giugno 1998. Dal 2017 studia Culture e Letterature del Mondo Moderno all’Università degli studi di Torino. Nel 2018 ha conseguito l’attestato in recitazione presso la Fondazione Teatro Nuovo Torino e attualmente collabora con la compagnia di teatro antico Hetairos. Suona il pianoforte e studia canto. Il suo blog: Arte Distratta-Non sono importanti le parole, ma le (distr)azioni

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