Morte di crepacuore. Virginia Woolf, in una lettera del 25 luglio 1931, ‘accusa’ l’amante Vita Sackville West di aver abbandonato lei e il cane immaginario Potto, di cui descrive l’agonia. Lettura per il ciclo ‘Leggi sempre a mezzanotte’

25 luglio 1931 – Virginia Woolf scrive a Vita Sackville – West, con cui ha una intensa relazione intellettuale e amorosa, della morte del cane immaginario Potto, che rappresentava idealmente il loro rapporto. Virginia fa risalire il progressivo declino del cane a partire dall’ultima visita, circa un mese prima, di Vita. Potto, asserisce, le ha confidato di stare morendo di crepacuore perché Vita l’ha dimenticato. “Ed io lo seguirò prestissimo” afferma Virginia perché Vita ha abbandonato entrambi.
A renderci l’intensità di questo carteggio tra le due scrittrici è l’attrice Federica Leuci.



Ecco il testo della lettera:

Virginia a Vita 

[25 luglio 1931] 52 T. S. 

“Sì vieni alle 5,30 a firmare Sissinghurst, e alle 7,30 torna per cena (questa è una poesia – lirica, credo). Ma la poesia è lungi dai miei pensieri. Debbo darti una brutta notizia. Potto è morto. Per circa un mese (è da un mese che tu non vieni e faccio risalire il suo declino alla tua ultima visita) ho osservato il suo deperire. Prima ha perso lucentezza il pelo; poi rifiutava i biscotti; alla fine anche il sugo. Quando gli chiedevo di che cosa soffrisse, sospirava, senza rispondere. L’altro giorno entrando inaspettata nella stanza, l’ho trovato che si asciugava una lacrima. Ma continuava a mantenere un assoluto silenzio. Ieri sera era chiaro che la fine era prossima. Mi sono seduta accanto a lui tenendogli la zampa tra le mie e ho sentito che il polso via via si indeboliva. Alle 7,45 ha tirato un sospiro profondo. Mi sono piegata su di lui, facendo appena in tempo ad afferrare e distinguere le seguenti parole: «Di’ a Mrs Nick che l’amo… Mi ha dimenticato. Ma la perdono e… (qui riusciva a stento a parlare) muoio… di… crepacuore!». Ed è spirato. E io lo seguirò prestissimo. In partenza per trascorrere il fine settimana coi Waterlow. Oh mio Dio – il mio Potto. E Mrs Nick ci ha abbandonati. V. Oh no non credo che ceneremo da sole, perché L. deve vederti – deve, deve, deve.”



Le letture delle lettere sono tratte dal libro, uscito nel 2019,  ‘Scrivi sempre a mezzanotte, Lettere d’amore e desiderio’  (Donzelli editore) in cui Elena Munafò ha curato una selezione inedita di 136 lettere che Virginia e Vita si scambiarono tra il 1922 e il 1941.  Le lettere di Virginia sono tradotte da Nadia Fusini, che cura il saggio introduttivo del volume.

Federica Leuci è nata a Chivasso l’1 giugno 1998. Dal 2017 studia Culture e Letterature del Mondo Moderno all’Università degli studi di Torino. Nel 2018 ha conseguito l’attestato in recitazione presso la Fondazione Teatro Nuovo Torino e attualmente collabora con la compagnia di teatro antico Hetairos. Suona il pianoforte e studia canto. Il suo blog: Arte Distratta-Non sono importanti le parole, ma le (distr)azioni

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